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Social sì, cretini no: la pixel art dà colore a una campagna contro l’ignoranza digitale!

Social sì, cretini no! Per la prima volta in Italia la “Pixel Art” dà colore a una campagna social di resistenza emotiva contro il culto del “vietato ai minori”!

#socialsicretinino

Sì, è ancora possibile essere social senza farsi rincretinire dall’isteria collettiva che inquina il dibattito sui minori e il web!

Non è un caso che sia nata su proprio dentro a un gruppo Telegram (sì, proprio quel Telegram tanto temuto dal mainstream) la prima campagna di sensibilizzazione contro le più surreali proposte per trasformare il drammatico caso della morte della bambina di Palermo, nel pretesto di testare nuove formule di monitoraggio degli accesso a Internet.

La proposta di usare sistemi di identificazione per accedere ai social non costituisce soltanto un’astrusa complicazione dal punto di vista legislativo, applicativo ed etico, ma soprattutto non serve a prevenire né casi estremi come quello di Palermo, né le problematiche derivanti da un uso non consapevole dell’esperienza web dei più giovani.

Ma come fare per comunicare questo messaggio? Come fare per rappresentare al meglio uno scenario in cui le singole tessere del mosaico hanno senso solo se viste in un unico colpo d’occhio? Una risposta viene dalla Pixel Art!

E non sorprende affatto che tra gli attori della politica messi in scena in tutta la loro monodimensionalità e gli originali, non si nota neanche la differenza!

SocialSìCretiniNo è una commedia su pixel dove gli slogan di una politica sempre più omologata vengono passati al setaccio e messi a confronto con le esperienze che in altri paesi hanno avuto successo!

La chiave di questo successo? Tutta nella responsabilizzazione, nell’educazione e nell’istruzione degli adulti e non solo dei ragazzi e, soprattutto, nella creazione di un rapporto di fiducia tra generazioni.

#SocialSìCretiniNo è un progetto collettivo con il quale Etica Digitale e tutto un ecosistema di associazioni e comunità Telegram, Reddit vogliono provare a restituire la bellezza, la creatività e la libertà dell’uso di internet.

Il comunicato stampa (txt pdf)

Social sì, cretini no: quando la pixel art in Italia dà colore a una campagna contro l’ignoranza digitale

Politici di più partiti vogliono optare per un internet più serrato. Varie associazioni dicono no

Questo febbraio, Etica Digitale insieme ad associazioni dei diritti e delle libertà digitali ha dato vita alla campagna mediatica #SocialSìCretiniNo. La campagna nasce in risposta alla reazione che politici come Zampa (PD), Cangini (FI), Pisano (M5S) e Marattin (IV) hanno avuto quando si è trattato di rendere la rete un posto più sicuro (l’ultimo caso quello della bambina di dieci anni di Palermo, la cui morte è stata attribuita da più fonti alla partecipazione a una challenge su TikTok).
Al contrario di educare all’utilizzo etico della rete e analizzare con occhio critico gli strumenti che ci circondano, #SocialSìCretiniNo sottolinea come l’unica soluzione proposta sia sempre quella di monitorare e spaventare. Da qualche mese ha infatti preso piede – grazie a queste personalità – l’idea di usare lo SPID come strumento di autentificazione sui social, per evitare che tragedie come quella di Palermo possano ripetersi. Tuttavia, spiega la campagna, basterebbe un po’ di raziocinio e di sguardo alla storia degli ultimi anni per rendersi conto che questa è soltanto un’astrusa complicazione dal punto di vista legislativo, applicativo ed etico, facilmente aggirabile (per esempio con una VPN) nonché fortemente limitata a una sola area della rete – i social commerciali.
Con un fumetto divertente in pixel art e un articolo approfondimento disponibili sul sito socialsicretini.net, la campagna illustra su più livelli di comunicazione l’inefficienza di simili approcci, suggerendo al tempo stesso metodi costruttivi dai quali partire: istruzione, sostegno economico e generale riconoscimento verso chi si occupa di questi temi, e responsabilizzazione da parte dello Stato. Tra i partecipanti troviamo le associazioni PeaceLink, e il rinomato sito di alternative digitali LeAlternative.
Su Etica Digitale e le associazioni
Etica Digitale è un gruppo volontario indipendente di ragazze e ragazzi con l’intento di riportare la persona e i diritti al centro del dibattito tecnologico.
PeaceLink è un’associazione di volontariato dell’informazione. Promuove dal 1991 la cultura della solidarietà e dei diritti umani, l’educazione alla pace, la cooperazione internazionale, il ripudio del razzismo e delle mafie, la difesa dell’ambiente e della legalità.
LeAlternative è un progetto di divulgazione indipendente con l’obiettivo di illustrare le alternative etiche a molti dei prodotti digitali mainstream.

Contatti:

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