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Aprire Agorà come una scatoletta di tonno

Cambiando l'ordine dei Fattori: "Il carro davanti ai buoi"

“La politica deve gestire le complessità, analizzando i problemi in modo da superare l’approccio settoriale, agendo in modo trasparente e verificabile, comunicando in modo chiaro ed esaustivo e adottando decisioni al giusto livello”
dal testo della mozione sconfitta* al Congresso

* nella mozione vincente non si parla di trasparenza

La trasparenza è indiscutibilmente uno tra i valori che vengono promossi con più entusiasmo dal Partito Pirata, ma in questi ultimi giorni è stata la causa scatenante di un confronto molto acceso in merito all’apertura in consultazione di quello che rappresenta la verbalizzazione completa deldibattito assembleare del Partito Pirata Italiano, ossia

Agorà

Agorà è lo spazio web in cui il dibattiro del “Congresso Permanente” (un tempo “Assemblea Permanente“) si articola attraverso la presentazione di mozioni, emendamenti e comunicazioni. La piattaforma software attualmente utilizzata è quella di Liquid Feedback.

La scelta iniziale del partito fu di mantenere una pubblicità dei contenuti, limitata agli iscritti, ma gli orientamenti più recenti sono favorevoli a rendere accessibile, in sola lettura, la visibilità dei contenuti di discussione a tutto il pubblico.

Questo è stato l’obiettivo perseguito dalla prima mozione del nuovo corso che affronta la questione.

Obbiettivo «Glasnost»

Obbiettivo «Glasnost» è il nome della mozione del 29 aprile che porta finalmente in agenda l’apertura di Agorà.

La mozione riprende alcuni spunti della Mozione Generale approvata nel 1° Congresso Nazionale, e ne ricava che la trasparenza del processo decisionale interno è non solo un valore imprescindibile, ma addirittura la prima azione concreta per la realizzazione del diritto alla conoscenza richiamato nella Mozione Generale.

Sebbene non fosse specificato in maniera esplicita, tale formulazione prevedeva anche la totale apertura del pregresso: questa eventualità ha fatto sorgere alcuni dubbi di carattere politico ma anche tecnico.

Tra i primi c’è sicuramente l’implicazione del diritto alla riservatezza che i pirati iscritti da più tempo e così come anche quelli non più iscritti, potrebbero pretendere in merito alla pubblicazione dei loro nomi e delle loro mozioni; in secondo luogo la difficoltà tecnica in temini di risorse e ore uomo nell’emendare da tutti i dati sensibili tutta la rilevante mole di testi prodotti.

Alla prima si è quindi aggiunta una seconda mozione:

Obiettivo Perestrojka (non c’è glasnost senza perestrojka)

Con questa proposta si propone quindi di creare una nuova istanza di Agorà utilizzabile in scrittura solo dagli utenti aventi diritto ma con il carattere della pubblicità totale dei profili utente, del contenuto e dei votanti.
Diversamente, la vecchia istanza sarà mantenuta attiva ma con accesso in lettura riservato ai soli pirati iscritti.

Questa soluzione, come suggerisce lo slogan “non c’è glasnost senza perestrojka“, serve a evitare sia i problemi legati alla privacy del pregresso, sia quelli di ordine tecnico.

Mozione 3: New Deal per il Congresso Permanente

Per trovare una soluzione veloce alle due mozioni contrapposte, che sono state presentate in modalità ordinaria (quindi con una durata del procedimento superiore al mese), il garante del Partito Pirata ha deciso quindi di presentare il 3 maggio una mozione urgente (un iter che si conclude in 5/6 giorni) che, dopo una premessa in cui si parla di una “trasformazione sostanziale” dell’organo espressione della “Democrazia Liquida” nel Partito Pirata da Assemblea Permanente a Congresso Permanente, accoglie in toto la seconda mozione Perestrojka e stabilisce che:

  • la nuova istanza sia accessibile a chiunque in sola lettura e, in modalità attiva, solo ai pirati iscritti
  • la vecchia istanza venga resa non più operativa ma consultabile da tutti i pirati regolarmente iscritti.

La mozione viene dunque approvata con un solo voto contrario

Tutto bene quel che finisce bene? Ni…

Obbiettivo «Glasnost»… 2: la trasformazione

All’approvazione della mozione New Deal, le due mozioni precedenti rimangono ancora in vita, in quanto ordinarie e con un decorso più lungo: i due autori potrebbero quindi ritirarle in considerazione dell’approvazione della new deal e, in effetti, la mozione Perestrojka viene ritirata.

Rimane invece in vita la vecchia mozione Glasnost che, però, dopo essere rimasta “in sonno” per qualche giorno, fino al 24 maggio, riprende improvvisamente una nuova vita: viene infatti affermato il principio di “estendere la  trasparenza (…) anche verso il passato” al fine di rendere evidenti le radici della nuova agorà nonché l’evoluzione subita dal partito.

La mozione, perciò, dopo avere ribadito quanto già approvato nella mozione n. 3, chiede di nuovo l’apertura della vecchia agorà, ma solo dopo la cancellazione di tutti i dati personali, la pseudonomizzazione dei riferimenti ai nomi propri e la pubblicizzazione dei diritti degli interessati (tutti i pirati iscritti fino a ieri).

NIL: Not In List

Cercare di riaprire la vecchia agorà, pur dopo la vittoria della mozione “New Deal“, ha determinato la presentazione di una nuova mozione NIL. Questo tipo di mozioni serve a confermare lo status quo, in questo caso stabilito dalla “New Deal“.

Lo Statuto può avere valore retroattivo?

Le due mozioni si sono fronteggiate con diversi sorpassi nel numero dei sostenitori, e nel frattempo si verifica un’assemblea streaming fortemente polarizzata sulla necessità di aprire il pregresso: un’assemblea in cui il Garante ha addirittura paventato atti di forza sul dibattito congressuale, prefigurando l’eliminazione di mozioni non compatibili con lo statuto, in considerazione di particolari interpretazioni, e sostenendo la retroattività dello Statuto; dopo tutto ciò, rilevando alcune obiezioni sulla mozione Glasnost 2, il 29 maggio il Garante interviene di nuovo in Agorà, con la presentazione di una nuova mozione:

Integrazione a New Deal

La mozione accoglie integralmente la Glasnost 2 ma aggiunge alcuni accorgimenti quali per esempio l’accesso non completamente pubblico ma condizionato a una esplicita richiesta di accesso per motivi di studio e ricerca.

Si tratta di un netto miglioramento rispetto alla mozione Glasnost 2, che viene infatti immediatamente ritirata, in quanto:

  • viene regolato l’accesso a motivi di ricerca e studio
  • viene salvato l’archivio originario dalle eventuali modifiche necessarie a renderlo pubblico.

Tuttavia le tempistiche di presentazione, al limite del tempo di discussione, non consentono di operare emendamenti sostanziali. In particolare c’è preoccupazione che l’accesso per motivi di studio (accesso su cui non sono dettagliate le modalità: parziali? totali?) possa essere un “cavallo di troia” per la diffusione di leaks mirati sui contenuti della vecchia Agorà.

A questo proposito bisogna tuttavia ricordare che, ancor più di chi accede per motivi di studio, qualsiasi pirata iscritto potrebbe diffondere brani, nominativi e dettagli inerenti la vecchia agorà. Ancora più, chiunque potrebbe decidere di iscriversi al solo fine di “leakare” la vecchia agorà con il semplice esborso della quota di iscrizione!

La polemica ha però purtroppo avuto un pesante strascico durante la riunione del comitato esecutivo di lunedì 1 giugno, in cui si è manifestata una forte tensione tra i sostenitori della mozione integrativa a New Deal e chi la combatteva; una tensione che si è manifestata in modi diversi, dal mutismo esibito all’inizio della riunione all’accusa di violazioni di carattere etico se non regolamentare, e all’irrituale equiparazione tra protezione dall’accesso indiscriminato del pubblico degli elenchi degli iscritti a un partito all’illegittimità della segretezza delle associazioni come da legge Anselmi.

L’esito del voto e una considerazione

Il confronto al voto è stato estremamente combattuto.

Mercoledì 4 giugno, la mozione NIL ha ottenuto la vittoria con 24 voti favorevoli, 15 contrari e 2 astenuti, un risultato non completamente sovrapponibile con quello della mozione Integrativa alla New Deal, che ha ottenuto 20 voti contrari, 18 favorevoli e 3 astensioni, malgrado il forte sostegno di tutta la dirigenza del nuovo Partito Pirata.

Lo scarto dei voti è stato maggiore rispetto alle attese e il coinvolgimento è stato decisamente ampio, tuttavia rimane una grande perplessità di fondo sulle modalità con cui si è svolta la discussione.

Fermo restando che la trasparenza è uno dei temi più importanti tra quelli portati avanti dal Partito Pirata (così come lo è, del resto, anche la privacy), l’impressione è che la dirigenza del partito abbia voluto promuovere una battaglia per la trasparenza interna commettendo diversi errori:

  • la, sicuramente non voluta ma fortemente percepita, mancanza di rispetto nei confronti della privacy di tutti i pirati che in passato hanno partecipato alle attività di Agorà
  • la determinazione di voler forzare la mano su un tema che fin dall’inizio è sembrato fortemente divisivo
  • lo scarso rispetto per il risultato della prima mozione (la New Deal) approvata quasi all’unanimità che ha portato a riesumare subito lo stesso tema che la new deal aveva già superato
  • il nervosismo e la diffidenza mostrata verso chi stava aggregando sostegno per la causa contraria.

Ma l’errore più grande è probabilmente quello di voler fare una battaglia simbolica dentro un partito che non riesce a ottenere più nulla dalla società, che non riesce neanche a impegnarsi per sostenere le due iniziative ECI attualmente in corso, che non riesce a parlare delle due iniziative politiche che si verificheranno subito dopo l’estate (le elezioni Liguri nelle quali c’è un candidato Pirata indipendente e il referendum sul taglio dei parlamentari, al cui comitato il PP-IT ha approvato l’adesione); un partito che dovrebbe chiedere trasparenza sulle app di tracciamento (e non lo fa), sulla gestione della crisi Covid19 (e non lo fa), sugli appalti (e non lo fa) su tutti i canali di comunicazione ma che oggi non riesce neanche a mantenere aggiornati i propri canali web e social. Eppure vuole la trasparenza sulla vecchia Agorà.

Ecco perché questa battaglia è sembrata non solo troppo “cattiva” nei modi, ma probabilmente inopportuna, in un momento in cui sembra proprio che i pirati italiani stiano perdendo il contatto con la realtà sociale e politica.

Non si mette il carro davanti ai buoi…

Cambiando l’ordine dei Fattori: “Il carro davanti ai buoi”

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