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Elezioni politiche 2022: hackerare le elezioni

Come saprà chi ci segue sui nostri social, a proposito di queste elezioni abbiamo preso posizione solo in due occasioni:

  • la presentazione della Lista Referendum e Democrazia, una delle più interessanti iniziative di denuncia dell’attuale legge elettorale che pone impedimenti immensi a qualsiasi forza politica non già presente in Parlamento e che addirittura impedisce le coalizioni tra forze che hanno guadagnato il diritto di essere presenti sulla scheda elettorale e quelle che se lo sono guadagnato
  • il monitoraggio sulla presenza dei temi digitali e soprattutto dei diritti digitali nei programmi politici dei partiti; un’iniziativa che ha visto innumerevoli e interessantissimi fenomeni di emulazione che hanno (questo ci conforta) quasi sempre confermato le nostre valutazioni (qui un post di riepilogo del blog Le Alternative)!

Oggi però vogliamo fare un’eccezione e parlare di come evitare che qualcuno possa hackerare le elezioni per i propri fini e di come sia possibile hackerarle per valorizzare al meglio il proprio voto.

Premessa: bisogna rispettare il silenzio elettorale anche sui social network?

No: nessuna norma può attualmente imporre il silenzio elettorale per i social network. L’AGCOM, ha chiesto alle prefetture e al ministero dell’Interno di far rispettare il silenzio elettorale anche sui social network, ma si tratta di una interpretazione forzata che si fonda sul combinato disposto di una legge del 56 che vieta di “fare propaganda in luogo pubblico” e di una sentenza della Cassazione molto discutibile che equipara i social a un luogo pubblico.

Le linee guida dell’AGCOM del 3 agosto non vietano la violazione del silenzio elettorale sui social e già in passato l’autority si era semplivemente limitata a un invito, proprio perché la normativa non lo vieta.

E, in uno stato civile, deve essere consentito tutto ciò che non sia espressamente vietato!

Come si possono hackerare le elezioni?

Condizionamento social

Ormai sappiamo bene che le elezioni sono condizionate dai mezzi di comunicazione e i social costituiscono la nuova frontiera del condizionamento.

Amnesty Internetional ha denunciato qualche anno fa quali sono le storture che possono determinare un condizionamento delle elezioni,

Oggi gli incentivi economici su internet promuovono un ambiente di clickbait (n.d.t “esca da click” – indica un contenuto web il cui scopo è quello di attirare il maggior numero di persone) e di gratificazione immediata, originariamente usato abilmente per la pubblicità online e guadagnare, ma che risulta perfetto anche per gli slogan politici, in particolare in un momento come questo di demonizzazione della politica.

Fonte: Amnesty International

ma purtroppo nessuno è in grado di accorgersi quando il condizionamento mediatico funziona. Se ce ne accorgessimo, infatti, significherebbe che il condizionamento non ha funzionato…

In un post apparso su Medium, Marco Calamari ha sugegrito un metodo, che possiamo chiamare capsula del tempo, per evitare che i girni di campagna elettorale modifichino eccessivamente le nostre opinioni.

Prendete una busta ed un foglio di carta.
Fate finta che oggi sia il 25 settembre 2022.
Scrivete un messaggio a voi stessi, ordinandovi cosa dovete fare:
– se andare a votare o non andare a votare;
andando a votare, se votare una scheda valida, annullare la scheda o votare scheda bianca;
– se esprimerete un voto valido, per quale partito o lista (non coalizione) voterete;
– se ci saranno da esprimere preferenze, se le esprimerete o meno;
– se esprimerete una preferenza, se per il capolista, per l’ultimo della lista o per una persona che già sapete si presenterà;
– se non sapete chi si presenterà ma volete esprimere una preferenza, scrivete una lista di nomi “papabili” che forse si presenteranno, e poi votate per il primo che effettivamente sarà nella lista che avrete prescelto.

Il metodo Cassandra

Siccome però, sospettiamo che nessuno di voi si sia preso la briga di mettere in pratica questo metodo, magari potreste chiedere a twitter che cosa avete mai detto negli ultimi mesi prima delle elezioni…

In tal caso, potreste copiare questo link e sostituire alla parola INFORMAPIRATA il vostro nickname twitter

https://twitter.com/search?q=(from%3AINFORMAPIRATA)%20until%3A2022-07-28%20since%3A2022-04-01&src=typed_query

Incentivare l’astensionismo da depressione

In questo reportage apparso su Bloomberg Businessweek qualche anno fa e scritto da Jordan Robertson, Michael Riley e Andrew Willis vengono spiegate alcune tecniche utilizzate per inquinare le elezioni.

Un metodo molto efficace per manipolare le elezioni è ridurre la base dei votanti attraverso operazioni mediatiche atte a demotivare l’elettorato.

Nel reportage di Bloomberg già citato, si parla di alcuni metodi per favorire l’insofferenza degli elettori verso il loro candidato preferito, metodi che vanno ben oltre la carachter assassination del candidato, ma che esagerano artificiosamente la fisiologica e credibile brama di consolidare il proprio elettorato:

La notte delle elezioni, alle 3 del mattino, nello stato critico di Jalisco, [Andrés Sepúlveda] ha chiamato i computer decine di migliaia di elettori con messaggi telefonici preregistrati. Gli appelli sembravano provenire dalla campagna del popolare candidato governatore di sinistra Enrique Alfaro Ramírez. Ciò ha fatto arrabbiare gli elettori – questo era il punto – e Alfaro ha perso con un sottile margine.

A questo proposito è significativa una frase attribuita qualche mese fa allo spin doctor Fabrizio Rondolino che era riferita alla strategia per demotivare nello specifico gli elettori grillini:

“Non dobbiamo perdere tempo a ‘riconquistare’ l’elettorato: dobbiamo spingerlo a non votare più. Non dobbiamo rincorrere Grillo sul suo terreno, ma dobbiamo dimostrare che anche Grillo è Casta. Non dobbiamo contro-argomentare sulle loro proposte, dobbiamo distruggere chi le ha avanzate”

È interessante anche il fatto che Fabrizio Rondolino abbia fatto parte del CdA della DV Network, casa editrice del giornale on-line L’Indipendente, un giornale con una linea editoriale più grillina dei grillini…

Abbiamo parlato di Rondolino solo perché abbiamo avuto la fortuna di leggere alcune dichiarazioni (senza alcun rililevo penale, sia chiaro) collegate a inchieste in corso, ma deve essere chiaro che questi metodi vengono utilizzati da tutti i partiti, i movimenti e i think tank, per disincentivare al voto le persone di orientamento ostile.

Un altro metodo per deprimere l’elettore è ancora quello di diminuire l’offerta politica, attraverso una legge elettorale iniqua e impedendo la raccolta di firme con sistemi come lo SPID. L’iniziativa non-violenta di Marco Cappato e della sua Lista Referendum e Democrazia è nata infatti per forzare il governo a legalizzare l’impiego di strumenti informatici per ampliare la partecipazione, ma ovviamente questa richiesta è stata respinta: non sia mai che all’elettore venga mai offerta una scelta in più.

Fondamentalmente, far credere alla popolazione che il proprio voto sia irrilevante o, peggio, che anche qualora fosse rilevante, la direzione politica della nazione potrebbe andare tranquillamente avanti come se nulla fosse, è infine il metodo più vile per demotivare l’elettorato.

Ebbene sì, il voto di un elettore consapevole vale tanto quanto quello di uno inconsapevole, ma ma esercitare le proprie scelte è la cosa più importante che possiamo fare come uomini e come elettori.

Il messaggio che vogliamo dare a tutti gli elettori è quindi quello di resistere alla tentazione di non votare: potreste Infatti essere stati sottoposti a un condizionamento Social o mediatico nel quale alcuni aspetti della recente campagna elettorale potrebbero disgustarvi o farvi desistere.

Come posso hackerarle per i miei interessi?

Vogliamo essere sinceri: non è possibile.

L’asimmetria tra i mezzi economici, tecnologici, sociologici e culturali tra chi organizza le elezioni e chi le subisce non è compensabile se non attraverso iniziative di massa che di quello stesso momento però diventerebbero esse stesse parte della contesa politica.

L’attuale legge elettorale infatti è confezionata male, incentiva un subdolo bipolarismo, limita la rappresentanza e penalizza le forze politiche che non partecipano alle elezioni.

Tuttavia è bene che gli elettori sappiano alcuni meccanismi di funzionamento del rosatellum, così come è chiamata l’attuale legge elettorale.

Se vi piace un candidato in particolare che si presenta in un altro collegio con una particolare lista purtroppo l’unico modo per favorire la sua elezione è votare quella lista nel vostro collegio.

Se volete votare una lista che si presenta in una coalizione ma avete paura che non superi lo sbarramento del 3%, sappiate che non è necessario dare la preferenza al partito più grande per paura che il vostro voto venga disperso, perché (purché superi l’1%) verrà redistribuito sulle altre liste che si presentano in quella coalizione.

Per quanto riguarda il cosiddetto voto utile, invece, dobbiamo purtroppo dare ragione a chi sottolinea come dare il voto a forze che potrebbero non raggiungere lo sbarramento del 4%, è quasi sicuramente un modo per vanificare il proprio voto, a meno che non si voglia espressamente dare uno specifico messaggio alle urne.

Seppure è molto probabile che dare il voto ad alcuni partiti possa vanificare il proprio voto, bisogna comunque fare attenzione perché questa è un’altra trappola utilizzata frequentemente per trasmettere la sensazione di impotenza agli elettori. Pertanto il consiglio è di non temere nel votare partiti che potrebbero non avere la possibilità di raggiungere la soglia di sbarramento: se in tanti avrete paura che nulla superi, questo sarà il modo migliore per non farla superare.

Il miglior messaggio che si possa dare comunque per esprimere disprezzo e protesta nei confronti di questa legge elettorale è sicuramente quello di non votare per i simboli del forze politiche che ospitano i personaggi che hanno voluto questa legge, quelle che l’hanno sostenuta e quelle che hanno finto di volerla modificare!

Una protesta non violenta al seggio

Ci sentiamo in dovere di segnalare una iniziativa di protesta sostenute dall’Associazione Eumans per verbalizzare la propria insofferenza nei confronti di una legge elettorale iniqua che non ha consentito, complice anche l’attuale governo, di raccogliere le firme in modalità digitale attraverso lo strumento dello SPID.

Le modalità dell’iniziativa vengono spiegate in questo link e prevedono la consegna di una dichiarazione in duplice copia con il testo suggerito.

Come dimostrato dall’esclusione della lista “Referendum e Democrazia con Marco Cappato” che ha raccolto firme digitali in queste elezioni ci è stato limitato il diritto di elettorato passivo. Sottoscrizioni che nel 2021 avevano reso possibile il deposito di quasi un milione di firme in Corte di Cassazione a sostegno dei referendum su eutanasia e cannabis.

Il nostro sistema elettorale non garantisce un voto libero, eguale e che conti davvero, come è invece garantito dall’articolo 48 della Costituzione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dal Patto internazionale sui diritti civili e politici. Per denunciare queste violazioni dello Stato di Diritto e degli obblighi internazionali desidero lasciare agli atti questa mia dichiarazione.

Un’iniziativa parallela è stata proposta dalla Associazione PiùDemocrazia Italia e prevede un testo più articolato che fa riferimento anche alla presunta (e per quello che ci riguarda Molto probabile) incostituzionalità di questa legge elettorale, un ricorso attualmente seguito dall’avvocato Felice Besostri, autore dell’annullamento di altre due leggi elettorali incostituzionali.

Il sito che riporta le istruzioni della protesta è raggiungibile qui.

Conclusioni

La vergogna costituita da questa legge elettorale, dalle modalità con cui sono stati riservati gli spazi politici dall’informazione e dall’infimo livello dei personaggi politici che la rappresentano non verrà cancellata facilmente, ma lascerà un segno dannoso e problematico su tutta la nostra democrazia, sulla nostra Repubblica.

L’unico modo per risolvere questo problema sarà darsi da fare per le prossime elezioni. L’unico modo per non risolverlo sarà non andare a votare.

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