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Contrastiamo la lobby del copyright nella consultazione europea sulla “via europea” per la società digitale

In appena un anno, la pandemia COVID-19 ha cambiato radicalmente il ruolo e la percezione della digitalizzazione nelle nostre società ed economie. Le tecnologie digitali sono ormai indispensabili per lavorare, apprendere, intrattenere, socializzare, fare acquisti e accedere a servizi come la salute e la cultura.
La pandemia ha anche messo a nudo le vulnerabilità del nostro spazio digitale e il suo impatto sulle nostre società. È emerso un nuovo divario digitale, non solo tra aree urbane e rurali ben collegate, ma anche tra coloro che possono beneficiare appieno di uno spazio digitale arricchito e sicuro e coloro che non possono. Ciò rende chiaro che le politiche digitali devono aiutare a coltivare società più democratiche e inclusive e garantire che tutte le persone nell’UE possano sfruttare la trasformazione digitale per una vita migliore.

Dalla scheda della roadmap dell’iniziativa sulla “Via europea per la società digitale”

Ricordiamo a tutti i cittadini che è aperta fino al 9 giugno 2021 la consultazione pubblica sull’iniziativa della Commissione sulla “via europea” per la società digitale. L’obiettivo è informare i cittadini e fornire un punto di riferimento per i responsabili politici e gli operatori digitali nelle loro azioni nell’ambiente digitale.

L’iniziativa propone di includere tali principi in una dichiarazione solenne comune interistituzionale del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

La Commissione ha pubblicato, il 9 marzo 2021, una comunicazione sulla bussola digitale 2030. Definisce una visione per una via europea per una società digitale basata su solidarietà, democrazia, prosperità e sostenibilità, ancorata alla responsabilizzazione delle persone e delle imprese.

La lobby dell’editoria interviene

Il 17 maggio, Anne BERGMAN-TAHON della Federation of European Publishers che raccoglie i portatori di interesse europei dell’editoria, ha rilasciato questo commento:

Gli editori europei ordinano alle istituzioni dell’Unione europea di lavorare per “stabilire una serie completa di principi digitali (per) rafforzare la comprensione comune di un ambiente digitale incentrato sull’uomo, sicuro e aperto e modellare la via europea per la società digitale”.

La Federazione degli editori europei che rappresenta le associazioni nazionali degli editori in Europa; La pubblicazione di libri, riviste scientifiche e materiale didattico in tutti i formati supporta molto questo approccio. Vorrebbe insistere sull’importanza di vedere la libertà di espressione e la protezione delle creazioni intellettuali degli individui nello spazio online, come menzionato nel documento della roadmap, come complementari tra loro.

La loro creazione intellettuale rende questi individui autori delle loro opere. Affinché gli autori siano liberi di creare, incluso scrivere libri, articoli o materiale didattico, pur essendo remunerati per questo atto di creazione, è fondamentale. (Quando crei un’opera letteraria, scientifica e artistica originale, come poesie, articoli, film, canzoni o sculture, sei protetto dal diritto d’autore. Nessuno, a parte te, ha il diritto di rendere pubblica l’opera o di riprodurla. Https: / /europa.eu/youreurope/business/running-business/intellectual-property/copyright/index_en.htm)

Prima che esistesse il diritto d’autore / copyright, gli autori dovevano fare affidamento su ricchi sponsor per sostenerli, con l’avvento della propria protezione, sono stati in grado di esprimersi liberamente. La libertà di espressione degli autori europei e dei loro editori non è solo minacciata da regimi dittatoriali che mirano a decidere cosa può essere pubblicato o acquistato dalle scuole, ad esempio, ma anche da coloro che portano via le loro opere senza concedere loro una meritata remunerazione.

Gli editori europei chiedono inoltre principi equi che si applichino a tutte le parti interessate impegnate nell’ambiente digitale. Se le condizioni equivalenti si applicano a tutti gli attori e assistiamo a circostanze eque per tutti, allora avremo le basi adeguate per un ambiente digitale incentrato sull’uomo, sicuro e aperto.

Intervieni anche tu contro la dittatura del copyright

Il copyright costituisce oggi uno dei più tremendi nemici della conoscenza, soprattutto quando viene utilizzato come strumento per contingentare e controllare la diffusione del sapere.
La stessa normativa che impone il riconoscimento del copyright su tempi plurigenerazionali rappresenta una barriera alla libertà di espressione, all’arricchimento delle giovani generazioni, al diritto alla conoscenza.

Per questo chiediamo a tutti i cittadini di intervenire attivamente:

L’oggetto della consultazione

La comunicazione fa riferimento alla cittadinanza digitale, sottolineando che la diffusione di infrastrutture digitali, competenze e capacità forti e il coinvolgimento delle imprese e dei servizi pubblici nella sfera digitale non possono, da soli, definire l’approccio dell’UE al suo futuro digitale. È anche necessario consentire a tutti gli europei di fare pieno uso del digitale e delle tecnologie, di avere una società in cui la distanza geografica conta meno, in modo che tutti gli europei possano lavorare, apprendere, interagire con le pubbliche amministrazioni, gestire i propri finanziamenti e pagamenti, fare uso di sistemi sanitari, beneficiare di sistemi di trasporto intelligenti, partecipare a processi democratici, intrattenere o incontrare e discutere con persone ovunque nell’UE, comprese quelle residenti in aree rurali e remote.

La Commissione proporrà pertanto una serie di principi digitali che dovrebbero plasmare la società digitale europea in modo europeo sotto forma di una dichiarazione solenne interistituzionale congiunta della Commissione europea, del Parlamento europeo e del Consiglio, basata su una proposta della Commissione europea.

La comunicazione sulla bussola digitale fa una chiara distinzione tra diritti fondamentali e altri diritti già definiti da un lato e il concetto di principi digitali dall’altro. Ricorda che la via europea per la società digitale si basa anche sulla garanzia del pieno rispetto dei diritti fondamentali dell’UE. Le seguenti aree sono particolarmente rilevanti nell’ambiente digitale:

  • Libertà di espressione, compreso l’accesso a informazioni diversificate, affidabili e trasparenti,
  • Libertà di avviare e condurre un’attività online,
  • Tutela dei dati personali e privacy,
  • Protezione delle creazioni intellettuali degli individui nello spazio online,
  • Protezione dei consumatori online,
  • Non discriminazione.

I principi digitali dovrebbero essere intesi come concetti essenziali basati su valori europei comuni che servono da fondamento per un ambiente digitale incentrato sull’uomo, sicuro e aperto. Quando implementati attraverso iniziative politiche, tali principi saranno applicati insieme ad altri diritti e principi e per l’interesse pubblico generale. Laddove questi principi riflettano diritti sanciti dalla legge, tali diritti rimangono inalterati.


La comunicazione sulla bussola digitale menziona i seguenti come esempi di principi:

  • Accesso universale ai servizi Internet,
  • Un ambiente online sicuro e affidabile,
  • Istruzione e competenze digitali universali per consentire alle persone di partecipare attivamente alla società e ai processi democratici,
  • Accesso a sistemi, dispositivi e servizi digitali che rispettano il clima e l’ambiente,
  • Servizi pubblici e amministrazione digitali accessibili e incentrati sull’uomo,
  • Principi etici per algoritmi incentrati sull’uomo,
  • Protezione e responsabilizzazione dei bambini e dei giovani nello spazio online,
  • Accesso ai servizi sanitari digitali.

Come indicato nella comunicazione sulla bussola digitale, il coinvolgimento dei cittadini e di un’ampia varietà di parti interessate sarà fondamentale per questa iniziativa. In questo contesto, la Commissione si impegnerà in un ampio processo di consultazione con tutte le parti interessate pertinenti, comprese altre istituzioni dell’UE, Stati membri, autorità regionali e locali, ONG e organizzazioni della società civile, organizzazioni internazionali e ombrello, altre parti interessate del digitale e cittadini.
Le attività di consultazione saranno accompagnate da una campagna di comunicazione dedicata rivolta alle parti interessate e al pubblico in generale, per creare consapevolezza per l’iniziativa e massimizzare la partecipazione alla consultazione.

Inoltre, saranno organizzate diverse attività di consultazione mirate per raccogliere input e misurare il sostegno di specifici gruppi di parti interessate pertinenti sull’orientamento e il contenuto dei principi. Ciò comprenderà, ad esempio, una consultazione mirata di bambini e giovani; gruppi di discussione con esperti di Internet incentrato sull’uomo e contatti con organizzazioni che rappresentano persone vulnerabili che non sono facilmente raggiungibili dagli strumenti di consultazione tradizionali.
Un percorso di consultazione separato sarà organizzato in preparazione del programma politico sulla bussola digitale, che è un’altra importante iniziativa di follow-up della comunicazione sulla bussola digitale.

Esiste già una solida e ampia serie di prove disponibili a sostegno di una serie di principi digitali. Queste prove sono state, ad esempio, raccolte nella preparazione della comunicazione sulla bussola digitale e della comunicazione su “plasmare il futuro digitale dell’Europa” e durante la preparazione di recenti importanti iniziative legislative come le proposte per la legge sulla governance dei dati, i servizi digitali Act, la legge sui mercati digitali, la direttiva rivista sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi e il regolamento sul roaming rivisto per il quale sono state condotte le consultazioni delle parti interessate e le valutazioni d’impatto.
La proposta di una serie di principi digitali si baserà anche sul lavoro svolto in preparazione di altre iniziative legislative, ad esempio nei settori dell’intelligenza artificiale e dell’identità digitale. Si baserà inoltre sulle prove raccolte per precedenti iniziative politiche come la direttiva sull’accessibilità del web, il codice europeo delle comunicazioni elettroniche, la direttiva sui servizi di media audiovisivi, il regolamento sul gateway digitale unico, il regolamento sulla piattaforma per le imprese, l’atto sull’accessibilità, il cybersecurity act o il piano d’azione per l’istruzione digitale (2021-2027).
Inoltre, è già disponibile un’ampia serie di dati e analisi, comprese proposte politiche a livello nazionale, europeo e internazionale. Tra gli altri, sono preziosi la Dichiarazione dei diritti di Internet adottata dal Parlamento italiano, la Dichiarazione delle città della coalizione per i diritti digitali o il lavoro sulla cooperazione digitale globale intrapreso dalle Nazioni Unite sulla base del rapporto del Gruppo di alto livello sulla cooperazione digitale. fonti di prova. Altre fonti di prove rilevanti sono ad esempio i risultati dell’indice dell’economia e della società digitale (DESI) che riassume gli indicatori pertinenti sulla performance digitale dell’Europa e tiene traccia del progresso digitale degli Stati membri dell’UE.
Inoltre, studi generali che presentano un’analisi delle sfide future per la trasformazione digitale dell’Europa forniscono informazioni preziose (un esempio è lo studio intrapreso da McKinsey, “Shaping the digital transformation in Europe”). Questi studi generali saranno analizzati insieme a prove e dati più specifici come la ricerca disponibile sull’uso degli strumenti digitali da parte delle autorità pubbliche, l’adozione delle competenze digitali, la dimensione clima / ambiente della digitalizzazione, gli impatti della digitalizzazione sul mondo del lavoro e l’impatto della digitalizzazione, ad esempio, sull’accessibilità.

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