Social Tecnocontrollo

In quali modi il Fediverso può reagire all’irruzione di Threads?

Meta anche in Europa ha lanciato Threads, uno spin-off dedicato agli utenti di Instagram che si presnta sotto forma di una piattaforma di microblogging simile a Twitter. Threads è predisposto per far parte del Fediverso, dal momento che può interoperare attraverso il protocollo ActivityPub, lo stesso utilizzato da Mastodon, Friendica o Pixelfed.

Al momento solo alcuni utenti, quelli dei dirigenti apicali di Instagram, sono effettivamente “esposti” sul Fediverso e lo sono in una modalità di sola lettura, il ché significa per esempio che gli utenti del Fediverso possono leggere quello che dice Adam Mosseri, rispondergli e reagire ai suoi contenuti, ma queste reazioni le vedranno solo gli utenti delle istanze pienamente federate con chi ha “reagito”, perché il signor Mosseri non se ne accorgerà, perché il suo profilo è federato solo in maniera unidirezionale.

Malgrado queste limitazioni, che comunque dovrebbero essere transitorie, tutto ciò ha scatenato un dibattito globale nel Fediverso sull’impatto previsto sulle istanze del Fediverso e in particolare su Mastodon, il cui bacino di utenti è il più numeroso del Fediverso e che rappresenta anche il modello principale per l’interfaccia di Threads.

Tantissime istanze (ma comunque una minoranza, a dire il vero) stanno defederando Threads sottoscrivendo il cosiddetto “Fedipact” (qui un post sull’argomento), un patto tra istanze che hanno stabilito di “defederare” la nuova istanza di Meta.

Il dibattito ha coinvolto anche alcune istanze italiane che hanno assunto posizioni diversificate.

Una premessa terminologica: 4 sfumature di federazione

Per analizzare correttamente lo scenario dobbiamo prima chiarire alcuni aspetti lessicali. La “federazione” o il “federare” è la condizione standard di un software basato su ActivityPub, mentre la defederazione è il suo contrario, ma tra le due opzioni vi sono alcune gradazioni. Le più significative ai fini della nostra discussione sono:

  1. defederazione, che è la soluzione scelta al momento da istanze italiane più grandi come mastodon.bida.imlivellosegreto.it, sociale.network, ma anche da moltissime istanze più piccole. Anch’io ho inizialmente scelto questa opzione con poliverso.org e poliversity.it per poi convergere sull’opzione 2 per poliversity.it e la 4 con poliverso.org ma con l’offuscamento dei dati in modo che non fosse possibile per threads leggere i dati disponibili per tutte le altre istanze del Fediverso
  2. federazione sì, ma con silenziamento, che è l’opzione prevista per esempio da mastodon.uno, l’istanza più grande in Italia: in pratica l’istanza Threads è federata, ma gli utenti di .uno non potranno essere seguiti dagli utenti di Threads, a meno che non lo permettano espressamente, e non vedranno i loro contenuti nlla propria timeline, a meno che non decidano espressamente di seguirli.
  3. federazione sì, ma in modalità “sola lettura”, che è in pratica la configurazione che Threads avrà nei prossimi giorni: gli utenti di Threads possono essere seguiti da tutti gli utenti delle istanze che hanno deciso di federarsi con Threads. Ma gli utenti di Threads non li vedranno, non potranno leggere le loro risposte e le loro reazioni. Threads non ha ancora fatto sapere quando implementerà la federazione completa.
  4. Federazione completa, che è la soluzione scelta da mastodon.social, l’istanza straniera fondata dal creatore di Matsodon e la più grande al mondo: naturalmente gli utenti mastodon possono scegliere se silenziare o bloccare singoli utenti di Threads o tutta l’istanza di Zuckerberg, ma se non lo faranno saranno probabilmente invasi dai contenuti provenienti da Threads, semplicemente a causa della preponderanza numerica (decine di milioni di utenti contro pochi milioni).

Infine, che cosa comporta in termini di privacy per l’utente essere o meno collegato a un altro utente di Threads?

Intanto, alcuni dati degli utenti di qualsiasi istanza pubblica sono già pubblici (la bio, i messaggi pubblici e quelli “non elencati” ): quelli li vede Meta così come li vede tutto il mondo. Il Fediverso non è una darknet!

Altri dati sono più o meno privati (messaggi riservati ai follower o messaggi diretti). In caso di federazione con uno solo degli utenti Threads, i messaggi riservati ai follower diventerebbero virtualmente visibili da Meta. Così come tutti i messaggi diretti che verrebbero inviati agli utenti di Threads.

E se un utente dell’istanza di cui fai parte seguisse qualcuno su Threads, questo non potrebbe agevolare la profilazione di degli altri utenti di qiell’istanza? In realtà no e inoltre, il contatto di secondo livello verrebbe anche protetto sufficientemente dal silenziamento già predisposto verso Threads da parte delle istanze che l’avessero già attivato.

Fatta chiarezza sulle diverse sfumature di federazione, resta una domanda: da che dipendono scelte così diverse? La risposta è in un mix di ideologia, valutazione delle risorse macchina necessarie, bilanciamento tra tutela e libertà dei propri utenti.

La scelta delle nostre istanze ha carattere tecnico

Come ho già annunciato in precedenza, a scopo cautelativo, ho temporaneamente defederato da Threads la mia istanza Mastodon poliversity.it e la mia istanza Friendica poliverso.org ma non ho defederato la mia istanza Lemmy feddit.it. Il motivo è puramente tecnico: se alcuni miei utenti dovessero seguire una porzione, anche relativamente piccola, dei milioni di utenti Threads, questo potrebbe creare problemi di sovraccarico alle mie istanze.

Seguire un utente significa importare tutti i suoi contenuti nel server di chi lo segue: messaggi, foto, video, etc. Se consideriamo che su Threads non ci sono policy contro il flooding e la pubblicazione di messaggi promozionali ripetuti, l’impatto potrebbe essere molto problematico. Già ai tempi dell’esplosione numerica di mastodon.social, la nostra stanza poliverso.org ha avuto gravi problemi di rallentamento e benché abbiamo raddoppiato i costi per potenziare entrambe le istanze poliverso.org e poliversity.it, l’istanza poliverso.org ha ancora diversi problemi di fluidità che potranno essere risolti solo potenziando ulteriormente le nostre due istanze.

Al momento però le strategie di federazione limitata e progressiva combinate con il silenziamento di Threads consentono di resistere molto bene al rischio di ritrovarsi una timeline invasa e appesantita dal colosso di Zuckerberg.

A questo proposito, ricordiamo che chi volesse supportarci, potrà fare una donazione attraverso i nostri canali di finanziamento: Ko-Fi e Liberapay

Perché feddit.it non defedererà Threads

Con feddit.it (il nostro Reddit open source basato su Lemmy) il problema non si pone: gli utenti di feddit.it possono seguire solo i cosiddetti “gruppi ActivityPub”, una categoria che ha nomi diversi (gruppi in Friendica e gup.pe, comunità in Lemmy, riviste su KBin) ma che non esiste su Threads (e per il momento neanche su Mastodon; d’altra parte gli utenti Lemmy non possono seguire gli utenti. Quindi gli unici contenuti di Threads che potrebbe dover tollerare il nostro server feddit.it sono quelli che (se mai gli sarà permesso farlo) produrranno gli stessi utenti Threads che vorranno seguire alcuni delle comunità Lemmy più seguite in Italia (come Informatica, Le Alternative, L’angolo del lettore, Etica Digitale, Intelligenza Artificiale, Cosa succede nel Fediverso, Caffé Italia, eccetera…) e che, come qualsiasi utente Mastodon, Friendica, Misskey, Pleroma o Pixelfed, potranno aprire o commentare nuovi threads (con la minuscola) su feddit.it.

Defederare Threads: una scelta ideologica

Alcuni amministratori Mastodon (ma questo vale anche per altre istanze basate su altri software, come Pleroma o Misskey) hanno deciso di defederare Threads per altri motivi.

Carlo Gubitosa, amministratore di sociale.network aveva già annunciato questa scelta a luglio:

L’annuncio di Carlo Gubitosa

AVVISO: come responsabile di sociale.network, non accetto di rendere ogni membro della community un utile idiota che alimenta con i suoi contenuti una azienda che ha sulla coscienza brexit, suprematismo bianco, propaganda russa e genocidio in Birmania. E non accetto che il colonialismo parassitario di aziende come #Meta possa filtrare i nostri contenuti per mostrare quelli che generano più bisticci e revenues, sovraccaricando i nostri server per riempire le loro tasche.
Chi vuole interagire con gente presa in ostaggio da #Meta, per avere interazioni manipolate da una azienda senza scrupoli, può migrare su altre istanze dove si possono seguire utenti di Threads ed essere seguiti da loro. Noi invece lasceremo liberi gli utenti di farsi un account su #Threads o di unirsi ad altre community.
E per quanto mi riguarda non si tratta di integralismo nel seguire i nostri principi, ma di un banale ragionamento logico di autodifesa: Threads non gioca ad armi pari nel fediverso, e come Facebook e Instagram filtra i contenuti per i propri interessi economici, cercando vantaggi anche a danno di altre piattaforme. In breve, i contenuti LGBT possono essere filtrati e messi in vetrina su #Threads per innescare engagement con omofobi, aumentando il valore della piattaforma e dei suoi ads.

Link: https://sociale.network/@gubi/110695642006710878

Una scelta analoga è stata fatta da Kenobit, amministratore di Livellosegreto.it

L’annuncio di Kenobit

DLIN DLON! Annuncio!
Come promesso mesi fa, Livello Segreto ha defederato Threads di Meta.
Valuteremo se saranno necessari altri passi, ma per il momento iniziamo così.
Versione alternativa: abbiamo staccato l’amicizia a Zuckerberg. 😛

Link: https://livellosegreto.it/@kenobit/111578688386364827

Non defederare threads: vedere l’effetto che fa

L’approccio di mastodon.uno è stato invece più equilibrato e attendista: l’istanza può contare su un’infrastruttura tecnologica piuttosto solida, che consente di praticare il tentativo di aprire la federazione, ma ponendo quelle cautele generali (silenziamento predefinito per tutta l’istanza) e quelle opt-in/opt-out (blocco e silenziamento scelto dall’utente) che tutelano i propri utenti, bilanciandole con il loro diritto di seguire gli utenti di Threads.

L’annuncio di mastodon.uno

L’amministratore di mastodon.uno ha illustrato qui la scelta dell’istanza:

Threads sta testando la federazione con mastodon con alcuni profili selezionati.
Per ora è disponibile il Capo di Instagram/Threads @mosseri.
Se ci cliccate sopra vedrete che avvisa i suoi utenti dei rischi nel collegare il proprio profilo con un social legato a facebook/Instagram.
La scelta è vostra: siete liberi di seguirlo, ignorarlo o bloccare per intero threads.net per essere totalmente isolati dai social di Zuckerberg.
Fateci sapere cosa ne pensate.

Link: https://mastodon.uno/@amministratore/111577540742076472

Si può fermare Meta?

No, ma gli strumenti a disposizione degli amministratori sono più che sufficienti per mttere al riparo gli utenti della propria istanza: il blocco di altre istanze, ossia la defederazione, oppure il silenziamento, che rende invisibili i contenuti dell’altra istanza salvo che il singolo utente non li sblocchi e che garantisce agli utenti la possibilità di essere avvisati se gli utenti delle istanze silenziate vogliono seguirti.

A livello utente poi ci sono alcuni software del fediverso, tra cui mastodon, che permettono anche al singolo utente di bloccare o silenziare un altro utente o addirittura di bloccare tutta l’istanza di cui esso fa parte, ma ci sono altri software come Friendica le cui possibilità di moderazione sono meno versatili. In ogni caso sono strumenti totalmente in grado di gestire le funzionalità federative.

L’unico problema reale è che il fediverso, benché sia decuplicato negli ultimi due anni, continua ad avere una base utenti piccola rispetto ad altre comunità social.

Questo sbilanciamento condiziona oggi e condizionerà sempre il fattore ambientale, ogni volta che un attore con tanti utenti (siano essi Facebook, Twitter, Tik Tok, ma anche Office 360, Wikipedia, Discourse, Discord, Telegram o YouTube) decidesse di aprirsi tramite ActivityPub o almeno di migrare quasi automaticamente dalla propria piattaforma, come ha fatto Meta, i propri utenti in una propria istanza.

L’unica possibilità sarebbe quella di trovare una convergenza tra tantissime istanze e la condivisione di nutritissime liste di blocco, ma queste liste sarebbero a loro volta uno strumento centralizzato che poco ha a che vedere con lo spirito del fediverso.

In sostanza, la defederazione è probabilmente l’unica opzione che resterà alle istanze libere per difendersi da BigTech, ma oggi è giusto tentare le modalità in cui avere a che fare con loro. Tenendo sempre aperta una via di fuga.

La nostra previsione di cinque mesi fa è ancora valida?

CInque mesi fa, abbiamo azzardato questa previsione:

Cosa ci guadagna Meta a “entrare nel Fediverso”? Nulla di economicamente rilevante, almeno nell’immediato. Il progetto è “soltanto” di natura strategica

Riportiamo per intero la nostra risposta a un thread comparso su feddit.it e in particolare all’osservazione di @Darjuz (È un’azienda è ovvio che cerca di inserirsi in un ambito che le sembra promettente per farsi i soldi…)

Non saprei. Il Fediverso non è facilmente monetizzabile e quella che sta facendo Meta non è un’operazione ad alto rendimento sebbene sia sicuramente un’operazione a bassissimo costo.

Quello che Facebook non può sopportare è il fatto che gli utenti socializzino al di fuori del suo giardino recintato, in cui le persone sono costrette a consumare nel baretto aziendale! Per il momento sono pochi utenti, ma la minaccia può essere devastante sul lungo termine.

Ora, in qualsiasi azienda, se esiste un rischio esistenziale, si cerca di di battersi fino in fondo per eliminarlo o mitigarne gli effetti. Come ultima soluzione ci si può assicurare contro quel rischio.

Siamo arrivati al nocciolo della questione: questa iniziativa di Meta, non è altro che un piccolo costo assicurativo.

Come funziona questa assicurazione? Mi sembra abbastanza chiaro: Meta si trova a muovere truppe in un terreno sconosciuto per portare, come direbbe un’altra simpatica realtà che abbiamo imparato a conoscere meglio in quest’ultimo anno e mezzo, un’operazione speciale per degratuitizzare il Fediverso.

Questa operazione presenta una grandissima possibilità di successo, considerando l’immensa sproporzione a favore di Meta. Inoltre, sempre per riprendere la metafora Ucraina, Zuckerberg confida nell’avidità di alcuni importanti amministratori di istanza: «questi amministratori hanno concentrato sulle proprie istanze la maggior parte degli utenti del Fediverso, quindi parlano la mia stessa lingua e quindi saranno alleati della mia impresa contro il temibile spettro della gratuità. Basterà far avere loro quattro spicci e un piatto di lenticchie»

Funzionerà questa strategia? Ci sono molti elementi che suggeriscono di sì. Esattamente come la Russia aveva sufficienti elementi per immaginare una conquista dell’Ucraina in tempi piuttosto rapidi, perché « Noi siamo una superpotenza e tutti i russofoni d’Ucraina ci saluteranno come liberatori e imbraceranno le armi contro il loro governo antirusso»

Naturalmente, questa è l’unica cosa che insegni la storia: anche i piani ben studiati non per questo si concretizzano…

Ecco perché è importante dare seguito alla proposta di defederazione delle istanze di Zuckerberg: Il motivo è che non bisogna mai dare nulla per scontato!

Link: https://feddit.it/comment/617884

PS: riportiamo anche le osservazioni completamente diverse di @uriel che prevede la volontaria non federazione da parte di Meta.

Threads di oggi e di domani

Concludo con due riflessioni brevissime: in primo luogo è evidente come il Fediverso si conferma come una realtà davvero diversificata e questo la rende estremamente affascinante; d’altra parte, il Fediverso e Mastodon hanno dimostrato al di là di ogni dubbio la propria importanza, essendo riusciti a suscitare l’attenzione del più grande attore globale dei social network, ma non sappiamo ancora se questo sia un bene per gli equilibri del Fediverso.

Quello che conta è che si tratta di un interesse specifico per il protocollo ActivityPub, determinato anche dalle recenti disposizioni normative del Digital Service Act, e di un interesse specifico verso un protocollo e verso strumenti basati su di esso. Un caso del genere non ha praticamente precedenti storici se non con il caso di XMPP, ma stavolta è stato tutto molto meno accidentale e molto più programmato e deliberato.

Al momento comunque la situazione è così fluida che difficilmente sarebbe possibile fare previsioni attendibili. Almeno non è possibile farle dal punto di vista di chi, come noi, non dispone di miliardi di dollari per comprarsi analisi strategiche e modelli previsionali, ma personalmente, non sono certo che il progetto Threads sarà un caso di successo per Meta, perché gli utenti provenienti da Instagram sono diversi dagli utenti standard del Fediverso per età, sesso, cultura personale e competenze sociali e anche perché quello di Threads è un gioco che costa pochissimo a Meta e probabilmente la massima soddisfazione che può portare è il fatto di poter danneggiare tantissimo le istanze indipendenti. Ma si sa che in questo momento, perdere solo qualche centinaio di migliaia di dollari è già un successo per una società come Meta che ultimamente ha praticamente fatto sparire dai radar progetti da centinaia di milioni di dollari (qualcuno ha detto Metaverso?)

Tuttavia, lo scossone per il Fediverso sarà enorme: guardando alla sproporzione di risorse tra Meta e l’universo federato, sembra chiaro che tutto ciò porterà a una distruzione del Fediverso per come lo conoscevamo. 

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