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Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

27 maggio 2026: Roberta Metsola stringe la mano a Mark Zuckerberg Il testo del Tweet dall'account della presidenza del Parlamento Europeo: È stato fantastico entrare in contatto con Meta e Mark Zuckerberg a Palo Alto per discutere le prossime frontiere nello sviluppo dell'intelligenza artificiale e il lavoro che gli eurodeputati stanno svolgendo in questo ambito. L'Europarlamento per proteggere gli utenti vulnerabili online, contrastare la disinformazione, promuovere l'innovazione e la competitività e sostenere l'economia digitale. Link: https://x.com/EP_President/status/2059499649539453030
27 maggio 2026: Roberta Metsola stringe la mano a Mark Zuckerberg- Link: https://x.com/EP_President/status/2059499649539453030

Forse l’affermazione del titolo potrà sembrare strana per tutti coloro che ci seguono, dal momento che siamo stati i primi in Italia a parlare di Chatcontrol

Ma andiamo con ordine.

Il blitz antidemocratico

Il 9 luglio è avvenuto qualcosa di molto interessante: il Parlamento europeo doveva approvare la scansione indiscriminata di tutte le email e di tutti i messaggi privati dei cittadini (quello che noi attivisti abbiamo sempre chiamato Chat Control), una misura che il Parlamento aveva già respinto due volte a marzo.

Chatcontrol (questa versione, che chiameremo Chat Control1.0) in effetti era stata già varata nel 2021, come deroga quinquennale temporanea alla direttiva e-privacy.

Grazie alle battaglie di sensibilizzazione portate avanti dall’attivista tedesco Patrick Breyer, già parlamentare del Partito Pirata Europeo dal 2019 al 2024, questa deroga era stata definitivamente abolita il 26 marzo 2026, quando una votazione per respingerne l’estensione è passata per un solo voto.

informapirata ⁂ :privacypride:

Fine del ChatControl: il Parlamento UE ferma la sorveglianza di massa delle chat con una maggioranza risicatissima di un solo voto

Dopo che il Parlamento Europeo aveva già respinto il indiscriminato e generalizzato da parte delle aziende tecnologiche statunitensi il 13 marzo, ieri le forze conservatrici hanno tentato una manovra per imporre comunque una nuova votazione e prorogare la legge.

marcosbox.com/2026/03/26/fine-

@privacypride

26 March 2026, 18:15 17 aumenti 30 preferiti

informapirata ⁂ :privacypride:

Fine del ChatControl: il Parlamento UE ferma la sorveglianza di massa delle chat con una maggioranza risicatissima di un solo voto

Dopo che il Parlamento Europeo aveva già respinto il indiscriminato e generalizzato da parte delle aziende tecnologiche statunitensi il 13 marzo, ieri le forze conservatrici hanno tentato una manovra per imporre comunque una nuova votazione e prorogare la legge.

marcosbox.com/2026/03/26/fine-

@privacypride

26 March 2026, 18:15 17 aumenti 30 preferiti

Anche in quell’occasione la lobby della sorveglianza aveva cercato di ribaltare quello che sembrava un consenso maggioritario del Parlamento Europeo.

Noi attivisti abbiamo festeggiato questo voto, anche se abbiamo spiegato perché le grandi multinazionali statunitensi avrebbero continuato a praticare la scansione massiva anche laddove illegale.

Informa Pirata

Il Parlamento europeo blocca la scansione di massa delle nostre chat—Cosa c’è dopo? Il post di @eff

Il cosiddetto piano UE , che imporrebbe la scansione di massa e altre misure di violazione della crittografia, ultimamente ha avuto qualche notizia positiva. L’idea più controversa, l’obbligo forzato di scansionare i messaggi crittografati, è stata abbandonata dagli Stati membri dell’UE. E ora, un’altra vittoria per la privacy: il Parlamento europeo ha inferto un duro colpo alla scansione volontaria di massa delle chat votando a non prorogare una deroga provvisoria dalla direttiva e-privacy dell’UE. Queste regole consentivano ai fornitori di servizi di analizzare temporaneamente le comunicazioni private.

Ma nessuno dovrebbe ancora festeggiare….

eff.org/deeplinks/2026/04/eu-p…

@privacypride

https://www.eff.org/deeplinks/2026/04/eu-parliament-blocks-mass-scanning-our-chats-whats-next

Eppure da ieri la scansione di massa è stata di nuovo consentita e lo sarà fino al 2028.

Come è potuto succedere tutto questo? La maggioranza dei deputati europei presenti durante la votazione si è espressa contro il provvedimento con 314 contrari, 276 favorevoli e 17 astensioni. Tuttavia la mozione di rigetto avrebbe dovuto ottenere 361 voti ossia la maggioranza assoluta dei membri effettivi del Parlamento, assenti o presenti che fossero. Perché?

Il motivo è legato alla possibilità da parte del Parlamento di praticare due escamotage:

– impiegare il cosiddetto voto di urgenza, in cui gli assenti e gli astenuti contribuiscono al conteggio della maggioranza assoluta

– porre la mozione in termini che consentano di “contare” gli assenti e gli astenuti come favorevoli.

Come ha spiegato il presidente di +Europa, Matteo Hallyssey, tra i pochi politici italiani di spicco ad avere preso da tempo posizione contro chatcontrol:

“Ma cosa significa davvero “procedura d’urgenza”? Significa saltare completamente il passaggio nella commissione LIBE, rinunciare al normale dibattito parlamentare, concedere appena 24 ore per presentare gli emendamenti e arrivare al voto nell’ultimo giorno prima della pausa estiva, quando è realistico aspettarsi un’Aula meno partecipata.

Tutto questo mentre, per approvare gli emendamenti che limitano la sorveglianza indiscriminata, sarà necessaria una maggioranza assoluta. In altre parole, si crea deliberatamente un percorso che rende molto più difficile correggere il testo.”

NB: approfittiamo per ricordare che (oltre a Pirati) sono poche le forze politiche che prima di oggi hanno parlato contro Chatcontrol: tra esse ricordiamo +Europa, Europa Verde, Volt, Rifondazione, Ora (Boldrin) e, negli ultimi tempi, Lega Nord

Noi avevamo messo in guardia la società civile già il 26 giugno, spiegando che la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola e la leadership del Parlamento europeo intndevano forzare la mano per consentire di nuovo le scansioni di massa indiscriminate di chat private e di porre fine alla comunicazione anonima nell’UE.

Alla fine è andata nel modo peggiore: chatcontrol è rientrata, scortata da Roberta Metsola e da Ursula Von Der Leyen, dalla stessa porta dalla quale era stata fatta uscire!

Ma allora perché non riesco a nascondere la mia soddisfazione?

Beh, forse il motivo è che sono sfinito.

Sono sei anni (SEI ANNI) che mi do da fare per combattere questa porcheria (andate a guardare la data di questo tweet. Inquietante, vero?) e se devo essere sincero – ho avuto poche soddisfazioni.

Sì, nel 2023 abbiamo organizzato il secondo PrivacyPride @privacypride proprio contro ChatControl (in realtà contro la ben più grave ChatControl 2.0, un abominio giuridico ancora più pericoloso); abbiamo raccolto l’adesione di diverse associazioni e diverse personalità attive nella lotta per la privacy, ma a dire il vero non sono stato soddisfatto e, per peggiorare la situazione, mi sono sentito anche un po’ stanco e demotivato.

Chi sono le persone che in un modo o nell’altro si sono battute contro chatcontrol? Beh, ecco qua tutte quelle che ricordo:

Enrico Nardelli @enriconardelli, Andrea “Skariko” @skariko, Maria Chiara Pievatolo @mcp, Marco “Zughy” @zughy, Filippo Della Bianca @filippodb, Andrea “Amreo” @amreo, Giacomo Tesio @giacomo, Denis Rojo @jaromil, Marco Confalonieri @f00l, Walter Vannini @DataKnightmare, Carlo Gubitosa @gubi, @lealternative, Michele Pinassi @grep_harder, Giacomo Alessandroni @Galessandroni, Stefano Quintarelli @quinta, Pietro Biase @pietrobiase, Maria Laura Mantovani, Marco Ciurcina, Alessandra De Rossi, “Emmanuel Goldstein” dei collettivi veneziani

Lo confesso: benché io abbia contribuito personalmente e pubblicamente a diffondere e promuovere la (fantastica) campagna https://fightchatcontrol.eu/ questa volta non ho inviato nessuna email. L’ho detto: sono stanco…

https://fightchatcontrol.eu/

Quasi speravo che chatcontrol 1.0 passasse. Inizialmente lo speravo con la stessa rassegnazione di chi combatte per troppo tempo, prendendo solo schiaffi e non riuscendo a darne neanche uno. Anzi, detto tra noi, quasi quasi un po’ ci godrei: io sarei “caduto in battaglia” combattendo dalla parte giusta e tutti quegli stronzi che non mi hanno mai dato retta, si sarebbero tenuti nuovamente un regime di sorveglianza. Cazzi loro! vaffanculo a tutti…

Non lo sapevate? La stanchezza e il senso di sconfitta fanno perdere i freni inibitori…

Ma poi ho visto qualcosa in questa disfatta e ho iniziato sentire qualcosa, qualcosa che somiglia a una nuova speranza, una speranza più forte: e i motivi per cui ho desiderato che l’indegno blitz di un personaggio squallido come Roberta Metsola avesse successo, sono cambiati.

Perché, per quanto la privacy sia il più antico diritto umano, le persone ne sottovalutano abbondantemente l’importanza: mentre stavolta c’era in ballo qualcosa di altrettanto importante, ma enormemente più sentito.

Stavolta c’era in ballo la democrazia

Come ha scritto su X Lyudmyla Kozlovska, grande attivista polacca per i diritti civili, non una polemista da salotto ma una donna che non ha avuto paura di lottare contro minacce reali da parte di oligarchi e dittatori:

Perché continuare a giustificare questo Europarlamento?
Distrugge la fiducia dei cittadini e della società civile nel sistema parlamentare. La maggioranza nella sala ha votato per respingere questo provvedimento — eppure la leadership del Partito Popolare Europeo ha utilizzato la procedura per trasformare il Parlamento in un cancelliere che mettesse un timbro su ciò che la Commissione e il Consiglio volevano.
Dove sono i contrappesi tra le istituzioni, se un gruppo parlamentare può piegare il processo legislativo quando vuole per far passare ChatControl — una misura che la stessa camera aveva già respinto?

Lyudmyla Kozlovska su X

Ebbene sì, a questo giro la democrazia, la democrazia parlamentare, è stata violentata in un modo mai visto prima ed è stata violentata per ragioni abiette: quali? Naturalmente controllare TUTTI i cittadini!

Perché ovviamente sappiamo tutti che la pedopornografia on-line che viaggia via email, via SMS o tramite i messaggi di Instagram, non costituisceun problema così urgente da poter mettere in ginocchio la democrazia, né chatcontrol 1.0può minimamente contrastare il problema e il business marcio della pedopornografia. Chatcontrol serve solo a ridurre il perimetro di libertà dei cittadini e a erodere la riservatezza e il diritto all’inviolabilità della corrispondenza privata!

Stavolta forse tutti i cittadini europei e, forse, addirittura quelli Italiani, che non sono certo i più svegli della cucciolata, hanno capito che

  • gli squallidi omuncoli che hanno votato il 7 luglio per consentire il voto d’urgenza,
  • i luridi vermi che hanno votato il provvedimento,
  • gli ignavi la cui assenza in casi di voto d’urgenza è valsa come voto a favore,
  • i partiti che hanno sostenuto i principali sponsor di questo provvedimento (Von der Leyen, Roberta Metsola, del PPE, quindi Forza Italia e i centristi di ispirazione “cristiana”), l’establishement Socialista (quelli che nella scorsa legislatura rappresentava Ylva Johansonn, del PSE, quindi il PD),
  • i giornali che non hanno mai parlato in maniera adeguata di una cosa così grave e che oggi si svegliano solo per far vedere che qualche notizia la scrivono ancora

che tutti questi non possono aver compiuto questo stupro della democrazia solo per ignoranza (nessuna ignoranza! Tutti i parlamentari TUTTI sono stati raggiunti dalle email dei cittadini passati per fightchatcontrol.eu) o per malvagità o per seguire l’ordine di partito.

Un blitz mafioso come questo, un colpo di stato della presidenza del Parlamento operato contro il Parlamento stesso e in combutta con quello che dovrebbe essere il proprio contropotere (la Commissione e il Consiglio) e il proprio controllato (le lobbies tecnologiche), non può essere un caso, ma va visto nel quadro della controffensiva che le bigtech statunitensi stanno conducendo contro la democrazia in Europa.

Ecco perché sono contento: perché chi prima d’ora non aveva capito quanto fossero importanti la battaglia per la privacy e la battaglia contro chatcontrol e forse continua a non capirlo, ora può vedere di fronte ai propri occhi una cosa molto più facile da capire: ossia che i politici a capo dell’Europa e anche molti di quelli che stanno all’opposizione, ritengono fondamentale combattere la privacy e i diritti dei cittadini europei.

Ecco perché sono contento

Cancellare dal Parlamento Europeo e da tutti i parlamenti nazionali i servi delle BigTech

Si parla tanto di sovranità, ma la sovranità appartiene al popolo non ai politici che parlano di sovranismo, riarmo europeo, indipendenza e che in realtà vogliono solo continuare ad arricchirsi cedendo fette di potere e di controllo alle lobbies tecnologiche della sorveglianza.

Allora, bisogna guardare con attenzione a chi ha votato e come ha votato il 9 luglio 2026

Una dashboard per la libertà digitale – L’iniziativa di Dario Fadda @nuke al link https://dariofadda.it/chat-control/2026-07-09

…e bisogna fare in modo che con le elezioni (tutte, non solo quelle europee) venga asportato prima possibile questo rischio democratico persistente dalla nostra Unione Europea!

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